Liquido:

che non può restare immobile e mantenere a lungo la propria forma.

Ultimamente viaggio in treno abbastanza spesso per NON parlarne, in termini realistici. NON esistono termini realistici che possano parlare dei trasporti italiani senza indurre senso di depressione e peggio.

Ma, grazie :-) alla peculiarità delle Ferrovie dello Stato (guardiamo il lato positivo: con i ritardi che propinano almeno si possono ottenere RIMBORSI ANCHE INTEGRALI del biglietto pagato, quelli che loro chiamano BONUS!) ho un sacco di tempo per leggere.

Sabato scorso, per esempio, dopo aver atteso più di un’ora di partire da Termini per Rimini (treno ROTTO lì, in stazione! L’Eurostar rotto, al binario pronto per la partenza! Mah!), mi sono letta tutta “Repubblica” e l’inserto “Donna”.

Su questo inserto ho piacevolmente scoperto la nuova rubrica di Zygmunt Bauman, LETTERE DAL MONDO LIQUIDO.

Va rapidamente dato il profilo di Bauman, che suggerisco d’approfondire a chiunque abbia, anche solo ogni tanto, qualche quesito esistenziale sull’attuale condizione della società planetaria.

«Vita liquida» e «modernità liquida» sono profondamente connesse tra loro. «Liquido» è il tipo di vita che si tende a vivere nella società liquido-moderna. Una società può essere definita «liquido moderna» se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. Il carattere liquido della vita e quello della società si alimentano e si rafforzano a vicenda. La vita liquida, come la società liquido-moderna non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.

“Vita liquida” (Laterza 2006), Introduzione, pag. VII.

Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman

Bauman, nato a Poznan, 19 novembre 1925, è un sociologo britannico di origini ebraico-polacche.

Dal 1971 al 1990 è stato professore di Sociologia all’Università di Leeds.

Sul finire degli anni ottanta, si è guadagnato una certa fama grazie ai suoi studi riguardanti la connessione tra la cultura della modernità e il totalitarismo, in particolar modo il nazionalsocialismo e l’Olocausto.

Tutta la sua produzione letteraria, dal 2000 a oggi, è illuminante (bibliografia completa su Wikipedia).

  • 2000: Liquid Modernity (trad. it.: Modernità liquida, Roma-Bari 2002).
  • 2001: Community. Seeking Safety in an Insecure World (trad. it.: Voglia di comunità, Roma-Bari 2001).
  • 2001: The Individualized Society.
  • 2001: Conversations with Zygmunt Bauman.
  • 2002: Society Under Siege (trad. it.: La società sotto assedio, Roma-Bari 2003).
  • 2003: Liquid Love: On the Frailty of Human Bonds.
  • 2003: City of fears, city of hopes.
  • 2003: Identity: Conversations with Benedetto Vecchi.
  • 2004: Wasted Lives. Modernity and its Outcasts (trad. it.: Vite di scarto, Roma-Bari 2005).
  • 2004: Europe: An Unfinished Adventure.
  • 2005: Liquid Life (trad. it.: Vita liquida, Roma-Bari 2006).
  • 2007: Homo consumens. Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi, Trento, 2007
  • 2007: Modus Vivendi . Inferno e utopia del mondo liquido
  • 2007: Arte, ¿líquido?. (in spagnolo), Ediciones Sequitur, Madrid
  • 2008: Paura liquida

Dalla rubrica (vi risparmio le citazioni da “Modus Vivendi”, che sto terminando di leggere :-) ) di D riporto una frase che, credo, stigmatizza la situazione nella quale ci troviamo, spesso, disorientati:

L’opportunità di nuove gioie e lo spettro dell’infelicità vanno, vengono e si spostano con una rapidità tale da non poterle giostrare in maniera sensata ed efficace.

Bauman non si limita a dare un’istantanea impietosa delle realtà che viviamo.

Si spinge oltre, avanza ipotesi estremamente sensate, per il superamento dell’attuale empasse.

Certo, occorre prendere posizioni diverse da quelle che ci ostiniamo a difendere.

Sulla solitudine dell’Uomo moderno, ( “LA SOLITUDINE DEL CITTADINO GLOBALE”), ad esempio

Bauman vuole dimostrare che la percezione della precarietà di tutto ciò che conta nella vita privata delle persone è connessa all’assenza di uno spazio in cui costruire un mondo comune per difendersi attraverso l’impegno collettivo dall’espropriazione di diritti e risorse personali. Bauman identifica questo spazio nell’antica agorà, dove le afflizioni private sono convertite in questioni pubbliche, cioè nella ricerca di strumenti collettivi per sollevare gli individui dalla miseria subìta privatamente. [leggine una recensione]

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