
Lasciando a parte le considerazioni sull’esempio di basso profilo e le figuracce di molti esponenti della nostra classe politica, soffermiamoci invece a pensare che I RAPPRESENTANTI POLITICI sono così chiamati perchè eletti (lasciamo da parte anche questo argomento specifico) a RAPPRESENTARE I CITTADINI DI UNA NAZIONE.
Dai dati disponibili emerge che, in Italia, la popolazione è di 57.458.826 unità. Delle quali 27.892.202 MASCHI e 29.566.624 FEMMINE. Dunque, molto più semplice e giusto, se si vuole davvero cambiare e avvicinare la gestione del Paese alle reali esigenze, speranze e ambizioni di chi lo popola, stabilire la proporzione in base a questo dato: 48,5 % MASCHI e 51,5 FEMMINE %.
E in Senato idem! Non c’entra se possono essere eletti (collocati) cittadini che abbiano compiuto 40 anni. Il compito che devono svolgere è PER LA POPOLAZIONE, che poi nell’attesa di vita vede le FEMMINE superare di 5 anni i MASCHI.
popolazione totale: 80,07 anni
maschi: 77,13 anni
femmine: 83,2 anni (2008 est.)
Semplice e indolore
no? Come si possa fare… non so! Ma se si possono applicare “quote rosa” si possono applicare anche “quote realtà”. E se non si candidano (leggi: se non vengono messe in lista dai capi di partito) abbastanza donne… beh! Qualche idea mi viene del perchè.
Quanto all’età, beh! lasciando andare anche il discorso sulla pensione che percepiscono con una briciola di legislatura (neppure di presenza, perchè non è su questo che la pensione viene erogata) dovrebbero LASCIARE GLI SCRANNI entro i 60 anni e trascorrere gli ultimi 5 a FARE LAVORI SOCIALMENTE UTILI!
E c’è chi, maschio, si fa vanto in campagna elettorale di avere 9 uomini e 9 DONNE nella sua lista
Speriamo la gente non ci caschi più: DONNE!!!!
Vogliamo continuare a tenerli per gli zebedei in privato o la facciamo, ‘sta rivoluzione sociale?